gatti selvatici

LA PICCOLA TIGRE CHE SONNECCHIA SUL NOSTRO DIVANO

Forse non sempre ce lo ricordiamo ma nelle nostre case sonnecchiano quasi 7 milioni e mezzo di veri e proprio carnivori! I nostri gatti…

Il gatto, nonostante la sua convivenza con l’uomo perduri ormai da millenni, è rimasto un animale selvatico. Ovviamente questa affermazione è relativa, fortunatamente, solo al suo apparato digerente e, di conseguenza, ai suoi fabbisogni nutrizionali.

 

Questo elemento costituisce una differenza fondamentale tra cane e gatto. Il cane, innanzitutto, convive con l’uomo da molto più tempo (il suo addomesticamento è datato molto più 10.000 anni fa) ma, soprattutto, per adattarsi alla convivenza con l’uomo, l’apparato digerente del cane ha subito, nel corso dei secoli, diverse modificazioni che lo hanno reso un animale molto adattabile ad utilizzare gli alimenti normalmente consumati dall’uomo.

 

Facciamo degli esempi: il cane ha sviluppato degli enzimi digestivi che sono in grado di digerire gli amidi cotti. Ovviamente tale capacità digestiva nel lupo è assente poiché, in natura, esso non troverebbe mai degli amidi cotti da consumare. Ancora, il cane ha necessità di ingerire degli acidi grassi…ma la fisiologia digestiva del cane adulto lo ha reso in grado di “prodursi” tutti questi acidi grassi partendo da uno solo, l’acido linoleico. In tal modo è sufficiente che il cane trovi nella sua alimentazione una quantità adeguata di ac. Linoleico e da quello sintetizzerà tutti gli altri. Ancora, il cane è capace di sintetizzare la taurina e pertanto non ha necessità di trovare fonti che la apportino.

 

Tutte queste modificazioni, e anche tante altre, nel gatto non sono avvenute. Il gatto è un animale “pigro”, anche quando si tratta di alimentazione poiché il suo organismo si aspetta di trovare negli alimenti tutti i nutrienti che gli servono, già nella giusta forma. Pertanto nella sua alimentazione devono essere presenti vitamina A (non può derivarla dai carotenoidi), taurina, acido arachidonico (non riesce ad ottenerlo dall’ac. Linoleico come fa il cane), arginina e tanti altri nutrienti che devono essere forniti tal quali. Questo è dovuto al fatto che anche in “tempi buii” della storia, il gatto non si è mai dovuto adattare a mangiare “alimenti poveri”. I gatti medioevali, anche quando i loro proprietari erano condannati alle peggiori carestie, hanno sempre avuto accesso a prede come topi, uccelli, ecc che costituiscono una ricca fonte alimentare a cui neanche le persone avevano accesso. Pertanto, i meccanismi di assorbimento e digestione dei nutrienti del nostro gatto sono rimasti gli stessi di quelli dei gatti che si aggiravano tra i faraoni dell’antico Egitto.

 

In cosa si traduce questo nella nostra vita quotidiana? Significa che nella stessa casa, spesso, si trovano a convivere 3 fisiologie digestive diverse. Noi, in quanto onnivori, abbiamo meccanismi di adattabilità alimentare molto efficaci perciò riusciamo a soddisfare i nostri fabbisogni nutrizionali partendo da una grande variabilità di alimenti. Il nostro cane, contrariamente a quanto talvolta si legge, non è un onnivoro ma è un carnivoro modificato. Come abbiamo detto sopra, si è adattato, in parte alla nostra alimentazione ma non perfettamente perciò non può essere alimentato con la nostra stessa alimentazione. Infine abbiamo il nostro gatto, che è rimasto un “carnivoro stretto” e, in quanto tale, non può essere alimentato né con la nostra alimentazione, né con quella del nostro cane (tanto comunque non la mangerebbe) ma, attenzione, non può essere alimentato neanche solo con carne poiché la sua fisiologia digestiva si è evoluta sulla predazione e una preda non è composta solo da muscolo ma è composta anche da organi interni, pelo o piume, tessuto nervoso, ossa, contenuto intestinale, ecc.

 

Pertanto, per garantire una lunga vita al nostro gatto, è necessario affidarsi ad un’alimentazione che assicuri tutti i nutrienti di cui la nostra esigente piccola tigre ha bisogno, nella giusta quantità.

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